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La storia di Castello Brown dal 1400 ad oggi

Storia del Castello

Le origini

Il promontorio sul quale svetta Castello Brown ha visto nel corso della storia numerosi cambiamenti. Grazie a studi e scavi effettuati negli anni 50, si sono ritrovati resti di epoca romana databili intorno al secondo o terzo secolo d.C. e attribuibili ad una torre di avvistamento. È certamente la posizione strategica lungo la costa che ha favorito l’evolversi delle fortificazioni: dalla torre romana alla costruzione di un vero e proprio castello che si ritiene possa essere avvenuta intorno al X secolo.
• 1435: il castello ha dato prova della propria importanza strategico-militare, quando salvò Portofino dall’attacco di una flotta veneziana. Il castello fu sotto il dominio dei Visconti di Milano fino al 1425 quando Tommaso di Fregoso occupò sia la fortezza che Portofino. All’epoca il c astello era costituito da una torretta che fungeva da abitazione, da una cisterna e dal muro di cinta merlato.

L’evoluzione del castello

• 1430 il castello tornò sotto il dominio genovese ad opera di Francesco Spinola di Ottobono. A custodia della fortezza un Castellano, nominato dalla Repubblica di Genova, e uno sparuto numero di soldati, non più di quattro.
• 1500 nei primi anni l’edificio viene rinnovato e ampliato con la costruzione di una batteria, di una torretta di avvistamento e di un’altra costruzione sulla collinetta di fronte al castello. Le nuove costruzioni vennero edificate a pochi metri di distanza e in posizioni tali da permettere un’ampia visuale del borgo, il controllo dell’orizzonte marino e dei movimenti navali che subito potevano essere comunicati al Castellano.
• 1554 il castello subisce nuove modifiche strutturali.
• 1542 il Senato Genovese ingaggia il progettista di fiducia di re Carlo V di Spagna, Gian Maria Olgiato, per rimodernare il sistema di difesa delle fortezze del Senato. Il Senato approvò la relazione progettuale dell’Olgiato dando inizio ai lavori di allungamento, mediante una nuova piattaforma verso il porto, che ebbero fine nel 1557.
• 1557 si insedia nella fortezza un nuovo Castellano, portofinense, Gerolamo Vassallo. Per garantire una maggiore difesa militare, visti i frequenti attacchi saraceni in Liguria, il castello viene inoltre dotato di nuovi alloggi per il presidio, munizioni e armi. Quest’intervento si rivelò molto efficace quando i cannoni del castello respinsero, nel 1575, l’attacco di Giò Andre Doria al comando di cinquecento archibugieri. L’ammiraglio avrà in seguito il controllo dell’intera Repubblica di Genova e riuscì a sottomettere quasi tutti i forti della Riviera di Levante, tutti tranne il castello.
• 1622 / 1624 vennero effettuati ulteriori ampliamenti, durante la guerra tra Genova e il Ducato di Savoia. Testimonianza dell’epoca, da parte del Magnifico Ambrogio Grimaldi Cebà, anche egli Castellano, ci porta a conoscenza del fatto che nel 1664, anno di numerosi attacchi, dal castello furono sparate “154 libre di polvere, prevalentemente su galee di malaffare”.
• 1728 furono eseguiti ulteriori lavori di potenziamento tra cui il restauro delle mura e la sostituzione dell’intero armamento. Quando, nel 1746, venne sventato l’ennesimo attacco al castello, questa volta da parte di una guarnigione Anglo-Austro-Sarda, il Duca Richelieu - discendente del Cardinale - ordinò che una guarnigione francese fosse posta a vigilare sul paese e sul golfo.

Da Napoleone al Console Brown

• 1797 dopo la conquista napoleonica della Liguria, il castello passò sotto il dominio francese, vennero effettuati nuovi lavori sia nell’edificio, con l’ampliamento delle mura, che nel porto sottostante. Porto Napoleone, come venne ribattezzato da Bonaparte stesso, nonostante una folta ed organizzata difesa non fu in grado di resistere agli attacchi inglesi che subì a seguito della sconfitta di Napoleone da parte dell’ammiraglio Nelson, in altri mari, ma che ebbe ovvie ripercussioni nei domini napoleonici del Mediterraneo.
Dopo il Congresso di Vienna, con il passaggio di Portofino, prima al Regno di Sardegna, poi a quello del nuovo Regno d’Italia, il castello perse la sua importanza strategica e militare: venne dismesso e disarmato definitivamente nel 1867. A risollevare il destino di questa costruzione storica fu il Console Inglese Montague Yeats Brown il quale, dopo averlo ammirato dal mare durante le uscite sul suo vascello Black Tulip, ne rimase affascinato e lo acquistò per la cifra di settemila lire. Brown affidò il compito di restaurare il castello all’architetto Alfredo de Andrade e all’ingegnere Pietro Tamburelli.
L’edificio venne completamente trasformato in residenza privata senza snaturarlo: a riprova di ciò sono le testimonianze scritte del Barone Alfonso von Mumm abitante nel vicino castello San Giorgio, che descrivono come il Console non alterò in alcun modo il disegno originale ed arredò l’immobile con “mobili e suppellettili da grande intenditore e collezionista”. L’ultimo proprietrio del castello, il quale raccolse le notizie storiche ad oggi pervenute, fu l’inglese John Baber.